Abiti medievali

Nel Medioevo la moda serviva soprattutto per distinguere la classe sociale di appartenenza e poi a seconda del lavoro svolto e dalle condizioni climatiche. Ognuno doveva indossare gli abiti del proprio rango. Nell’ XI secolo in Europa ci fu una rinascita economica e commerciale che determinò dei cambiamenti nella moda dell'epoca. Molti centri italiani fra cui Genova, Firenze e Lucca diventano i maggiori produttori di seta, tessuto per abiti di lusso. In pochi anni l'artigianato italiano, nel settore tessile, assume un ruolo particolarmente importante a livello europeo. Tra XI e XIII secolo la moda italiana risente dell’influenza bizantina. In seguito alla conquista normanna, avvenuta nel XI secolo in Italia meridionale, alle tendenze stilistiche bizantine si unirono le novità della moda francese che modificarono, solo in parte, il gusto dell'epoca. I vestiti della corte comprendevano tuniche in seta, mantelli ricamati in oro, perle, filigrane e smalti. Il guardaroba degli abitanti del regno era diverso.

ABITI FEMMINILI 1200
L'abito femminile era composto da tre capi: la camicia, la tunica (o gonnella) e la guarnacca (sopraveste). La camicia era una specie di sottoveste lunga fino ai piedi solitamente per i vestiti più semplici in lino e cotone leggero. Le donne di alto rango sociale tendevano a impreziosire gli abiti con guarnizioni ricamate o liste di tessuto in frange lungo i bordi e la scollatura, solitamente quadrata. La camicia era priva di bottoni. La moda dei bottoni in oro, argento e pietre preziose nasce in Francia nel XIII secolo e poi si diffonde in tutta Europa. In Italia i bottoni si cominciano ad usare per ornamentare gli abiti nel 1200. Sulla camicia veniva infilata la tunica, un abito lungo, di tradizione bizantina dalle maniche molto larghe, che spesso aveva dei grossi spacchi sui fianchi per lasciare intravedere la camicia sottostante di colore diverso. Le tuniche delle donne nobili erano confezionate in seta, broccati (velluti impreziositi da fili d'argento e d'oro), e applicazioni di perle e pietre preziose. Le donne del popolo e delle campagne non potevano permettersi questi tessuti. Queste ultime usavano lino e cotone, d'inverno si coprivano con abiti in lana. La guarnacca era una sopraveste, aperta sul davanti, con maniche ampie che pendevano fino all'orlo foderate di pelliccia, il pelo era rivolto verso il corpo, mentre il lato esterno era ricoperto di tessuto. Gli abiti femminili erano fermati in vita da cordoncini annodati o cinture di stoffe ricamate e ornate d'oro. Per quanto riguarda i copricapi, il modello più diffuso era la corona turrita, una fascia circolare su cui si appoggiavano merli con applicazioni di pietre e perle. Molto comune era un’acconciatura realizzata con bende o nastri che venivano intrecciati nei capelli. A Venezia nel XIII secolo nasce un copricapo chiamato hennin, a forma di cono rigido, in velluto o in seta, al cui vertice veniva applicato un velo o un pizzo. La novità della prima metà del Duecento è la tunica che si allunga sul dietro sino a formare lo strascico. I capelli sono pettinati con la riga in mezzo e/o raccolti in trecce. Spesso i capelli sono nascosti da un velo di stoffa sulla testa e anche intorno al collo (per le donne sposate).La tunica è l’indumento base. In cotone, lino o seta ha manica lunga aderente al braccio e cade fino a coprire la caviglia. La donna del Medioevo non porta le mutande. Nella seconda metà del 1100 compare una sopraveste, in seta per la nobildonna, caratterizzata da lunghe maniche a farfalla ed era stretta al busto (bliaut). Il collo inizialmente a V viene poi arrotondato o tagliato a quadrato. (Fonte iconografica: Statua alla Cattedrale di Chartres). La gonna tocca a terra e, nel 1200 è arricchita dallo strascico infatti la dama deve raccogliere la gonna davanti e deve assumere una posizione eretta con il busto per poter camminare. Nel 1300 la manica ritorna ad essere attillata e la sopraveste si modella sempre di più al busto e ai fianchi.

ABITI MASCHILI 1200
Gli abiti maschili nei primi secoli del basso medioevo non erano molto diversi da quelli femminili:
La tunica era a tinta unita e di varie lunghezze. Per i poveri la tunica non doveva superare il ginocchio. Essa prevedeva una scollatura a punta sul davanti.
Sopra la tunica veniva messa la guarnacca, sopraveste senza maniche con cinture in metallo o corda. In inverno si usavano lunghi mantelli.
Addirittura, in inverno, portavano un giubbotto di pelle con il pelo verso l'esterno. Nel basso medioevo, oltre al velluto e alla seta, sono in uso anche pelli, pellicce e cuoio.
Le calzature erano in cuoio. I poveri portavano gli zoccoli in legno; i nobili portavano scarpe a punta in tessuto colorato e suolate all'interno. I maschi portavano piccole borse in cuoio legate alla cintura.
L’uomo sotto la tunica indossa calzamaglia e brache. Nel XII secolo le calzamaglie arrivavano fino a metà coscia. Le brache arrivavano fin sotto il ginocchio. Nobili e aristocratici le portavano strette mentre i popolani e i contadini le portavano larghe.
La sopraveste era lunga fino alla caviglia, sale poi fino al polpaccio. Dalla fine dell’XI secolo e fino a tutto il XII secolo ci furono vari stili.
Nel 1300 la tunica è più stretta, si accorcia e diventa più aderente, iniziando a trasformarsi nella cotta.
I capelli sono sempre più corti. Portano un copricapo simile ad una cuffia.

ABITO DA SPOSA/SPOSO MEDIEVALE

Nel Medioevo, in Europa, il vestito serviva soprattutto a tenere il corpo caldo; l'eleganza era messa in secondo piano. Comparirono poi alcuni capi che nel tempo diventarono tradizionali come la lunga camicia di origine araba, le brache e i copricapi di varie forme.
Nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento per gli uomini c’era il farsetto, i calzoni di maglia attillati e vari copricapi.
Per le donne, invece, andava un abito lungo con la scollatura rotonda e una sopraveste senza maniche, ornata e di vari colori.
L’abito da sposa medievale in genere aveva il collo quadrato, ornato da una striscia ricamata; le maniche lunghe e la cintura di stoffa ricamata al busto. Aveva doppie maniche, quella esterna era ampia e lunga e quella interna era stretta. L’abito era lungo fino ai piedi e liscio. Poteva essere di svariati colori non era necessario in tinta unita. Comunque ognuno era libero di scegliere l’abito che gli piaceva e soprattutto in base alle esigenze economiche. In genere l'abito era di colori caldi come il rosso. Una testimonianza di abito da sposa medievale duecentesco si trova all'interno della Casa di Dante a Firenze.
Il primo abito bianco da sposa che si documenta è quello indossato dalla principessa Filippa d’Inghilterra nel 1406. Ma questo non significa che non esistesse già negli anni precedenti.
Un abito da sposa medievale poteva essere anche pesante di seta, cangiante con striature oro o argento; il rivestimento con pagliuzze metalliche.
Può portare i capelli sciolti o con un leggero copricapo. I gioielli erano ammessi ma dovevano essere semplici. Le calzature erano in genere i cosiddetti mocassini medievali che venivano abbinate all’abito per stoffa e colore e dovevano avere un piccolo tacco.

Scritto da Matilde Della Rocca

Fonti bibliografiche:
" Guardaroba medievale" di Maria Giuseppina Muzzarelli